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Mystery, quando la musica incontra l’anima

nuovo 3A volte basta fermarsi un attimo, assaporare la lentezza del proprio respiro, dei propri pensieri, per riuscire a cogliere il senso di meraviglia che sta dietro ogni singolo gesto.

Ascoltare il nostro corpo è, in fondo, un esercizio di conoscenza che ci avvicina all’anima e ci conforta nell’accettazione del grande nulla che ci sovrasta. La musica rappresenta una chiave di accesso al mondo silenzioso di noi stessi, quel tappeto di suoni che ci avvolge e ci culla oppure ci frusta e ci sprona.

Ci sono musiche e voci che accompagnano i pensieri, li educano e li crescono, come fanciulli inquieti e smaniosi di apprendimento: per ogni musica il suo teatro, un riparo dal frastuono e dal caos informe del vivere quotidiano.

Io amo rifugiarmi in questo luogo di suoni dove lasciare vagare ogni pensiero, ogni creatività: ma devo trovare la musica giusta per ognuno di questi momenti, altrimenti ogni cosa si confonde e si disperde, come nebbia di prima mattina che il sole scioglie.

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Michel St. Père

I Mystery, band canadese di rock progressive, sono una creatura di sublime e raffinata musica, gli ideali compagni di viaggio quando la meta da raggiungere è rappresentata dalle corde della propria anima, e si è alla ricerca di armonia e benessere interiori.

Fautori di un rock immaginifico e del tutto personale per quanto ispirato a mostri sacri come Rush, Yes  e Genesis, i Mystery hanno sfornato nella loro quasi trentennale carriera ( sono stati fondati nel 1986  dal loro attuale leader, lo straordinario chitarrista Michel St. Père ) solo sei album, ma tutti caratterizzati da uno stile assolutamente unico e irripetibile, e questo nonostante i numerosi e, a volte forzati, cambi di line-up.

Gli album che vi voglio suggerire di ascoltare sono gli ultimi 2: One among the living del 2010 e The World Is A game del 2012, gli unici che vedono impegnato dietro il microfono il talentuoso vocalist Benoit David. Si tratta di due autentiche gemme del rock progressivo, mai come in questa occasione il termine rock progressivo mi appare inadeguato, capolavori assoluti di musica è una definizione che rende maggiore giustizia ai due lavori menzionati, autentiche stelle dell’universo sonoro in 7 note.

nuovo 1Lo stile raffinato ed elegante ma sempre coinvolgente ed emozionante che i Mystery ci regalano in questi due dischi è il risultato della geniale capacità di armonizzare le doti tecniche e strumentali dei musicisti impiegati, senza  dimenticare il valore aggiunto rappresentato dalla straordinaria voce di Benoit David, cantante canadese considerato il naturale erede di Jon Anderson, rispetto al quale mostra però una maggiore estensione vocale e un’abilità nel cantato più puramente rock ( ascoltare per credere! ).

I brani dei Mystery emozionano perchè sanno coniugare alla perfezione le melodie delicate e introspettive con quelle più potenti e virtuosistiche, in un’alternanza di varietà e respiro che trova la massima espressione nelle lunghe suites caratterizzanti entrambi gli album ( Through Different Eyes e Another day, per citarne due ). Non si smette mai di stupirci della perfezione stilistica dei Mystery, eppure nulla di quello che esce dalle casse dello stereo suona ridondante o superfluo, la somma delle parti ci regala un unicum di valore maggiore, come se, appunto, la perfezione avesse trovato casa tra le loro note.

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Benoit David

Gli assoli di chitarra di St. Père, declinati in fraseggi ora malinconici ora impetuosi ma sempre dotati di un tocco inconfondibile, e i vocalizzi di David, a suo agio in ogni occasione, tanto da dubitare a volte che si tratti dello stesso cantante, sono il pregio più evidente dei due album. Ma tutti i musicisti che compongono la band, anche solo come guest star, sono professionisti di prima grandezza, provenienti da band come IQ, Spock’s Beard, Fates Warning.

Se pensate che sonorità come quelle di Genesis, Marillion, Yes, Rush o, per certi versi, quelle dei Dream Theater, siano quelle che stavate cercando ma con la consapevolezza che l’offerta dei Mystery va ben oltre tutto questo, bè, non vi resta che procurarvi questi 2 dischi oppure farvi un giro su Youtube per farvene un’idea più precisa. Poi, per favore, fatemi sapere cosa ne pensate…

 

Stefano Bon @ 2014

 

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