stanzaunozerouno

Sentinella, quanto resta della notte?

Virgil Finlay, l’inchiostro che uccide

34----1---ther-worlds-by-virgil-finlay

Other worlds

Esplorare con gratitudine e ammirazione l’opera di Virgil Finlay è un rito a cui ogni appassionato di fantascienza, magari con qualche anno di troppo sulle spalle, si è sicuramente sottoposto di buon grado.

L’artista americano, nato a Rochester, sobborgo di New York nel 1914 e vissuto per tutta la sua vita nella città della Grande Mela fino alla morte, avvenuta prematuramente nel 1971 per un tumore, ha rappresentato per oltre 30 anni un punto di riferimento di eccelenza nell”illustrazione fantasy, SF e horror.

Il suo nome è legato strettamente alla fortuna delle riviste PULP, stampate su carta di scarso valore e caratterizzate da copertine ammicanti, quando non sfacciatamente esplicite, con mostri di vario genere che insidiavano belle ragazze in abiti succinti, il cui contenuto variava dal racconto noir alla fantascienza, passando per l’horror e il giallo più tradizionale, per finire con il genere western…

38 - tumblr_mj7mqiK7zQ1r7dgeuo1_1280-2Basta citare il nome di riviste pulp come Weird Tales, Amazing Stories e Galaxy per far risuonare l’eco dei primi racconti giunti in Italia di autori storici della SF e non solo: Isaac Asimov, Robert Bloch, Ray Bradbury, Edgar Rice Burroughs, Raymond Chandler, Robert A. Heinlein, Robert E. Howard, Howard Phillips Lovecraft, Arthur C. Clarke, Jack Vance e Philiph K. Dick… e la lista sarebbe ancora lunga.

Per un artista dell’immagine, in questo caso il disegno e l’illustrazione come creazioni ultime del proprio talento visionario, è fondamentale trovare il supporto più adatto per valorizzare la propria opera.

Non deve essere stato facile, quindi, per Virgil Finlay, diventato adulto negli anni della Grande Depressione, scoprire che il suo talento poteva trovare ospitalità unicamente sulle pagine di grana grossa, quasi grezza, tendenti ad ingiallire velocemente delle riviste più a buon mercato dell’epoca, sovente indicate dalla moraleggiante e bigotta società americana come ricettacolo di perversioni e violenze efferate, e quindi da condannare e bruciare…

56 - ComicBookBurning-NH-13Dec1954-590x854Credo sia  utile ricordare che sulla fine degli anni ’40 e poi per buona parte degli anni ’50, di pari passo con la Guerra Fredda, negli Stati Uniti si scatenò un’autentica crociata contro le riviste a fumetti, i famosi comics, fratelli di sangue delle collane Pulp, di cui riprendevano le copertine provocatorie, spesso sanguinarie e sessualmente esplicite, oltre che raccontare in strisce le gesta di eroi che, spesso e volentieri, erano veri criminali. Con l’accusa di essere strumenti diseducativi per gli adolescenti, quando non addirittura incentivi alla devianza, i fumetti vennero banditi da scuole e biblioteche e bruciati in roghi secondo la tradizione nazista, ripresa da Bradbury in Fahrenheit 451.

Lo stile di Virgil Finlay, maturato in fretta non solo artisticamente ma anche da un punto di vista professionale per le necessità di sopravvivenza determinate dalla situazione di grave indigenza in cui versava la sua famiglia dopo la morte del padre, fu notato già nella seconda metà degli anni ’20 dai direttori di Amazing Stories e Weird Tales, che furono le prime riviste a pubblicare suoi disegni ad illustrazione di racconti di fantascienza e horror.

44 - VIRGIL-FINLAY-Robot-Grave

Robot grave

Finlay era ancora un ragazzino, ma già aveva iniziato a scalare la montagna del successo in questo particolare campo del fantasy, fatto che in pochi anni lo avrebbe portato a rivaleggiare con la famosa illustratrice Margaret Brundage, che si era affermata agli inizi degli anni ’20.

Il suo stile, tipicamente caratterizzato dall’uso di penne ad inchiostro e reso in un intricato, avviluppante ma sempre immediato bianco e nero, richiama in qualche misura quello di Gustave Dorè, lo straordianario pittore e incisore francese dell’800 cui si deve, tra l’altro, l’illustrazione della Divina Commedia.

Le illustrazioni di Finlay, pur sposando perfettamente gli aspetti romantici ed epici insiti nella narrativa d’evasione, restituiscono l’impressione di una smisurata perizia tecnica, perfezionata nel corso degli anni e tipicamente concretizzatasi nel metodo scratchboard.

48 - XXX_703L_Virgil_Finlay_The_Red_Dust

The red dust

Questa tecnica prevede che il foglio da disegno venga prima inchiostrato e quindi graffiato, come se si stesse disegnando col bianco. Come si può ben comprendere osservando le sue opere, questa tecnica presupponeva un’attenzione e una cura del particolare quasi maniacale, la precisione era tutto.

I chiaroscuri, ad esempio, le sfumature di grigio che accompagnano l’indefinitezza del quadro, trasformando la sensazione di infinito in magia e stupore concreti, sono resi attraverso una certosina scomposizione di puntini, neri stavolta, su fondo bianco, lasciati gocciolare uno a uno dal pennino finissimo della sua adorata penna litografica nr. 290.

Questa minuziosa opera di riempimento, quasi una penitenza autoinflitta, determinava ore e ore di lavoro sulla singola tavola, a volte interi giorni, per non dire settimane. Per la famosa illustrazione dal titolo Skull Face, ad esempio, le cronache dell’epoca segnalano che Finlay lavorò ininterrottamente per 5 giorni, dormendo pochissimo e mangiando ancora meno: si tratta di un dipinto che illustra alla perfezione la sua capacità di far risplendere la carta attraverso l’uso calibrato e geniale del solo inchiostro.

05 - 13917673443_2zRGa8h8_lNonostante le sue opere fossero caratterizzate tutte da una necessaria lentezza compositiva, Finlay ha prodotto nella sua più che trentennale carriera circa 2600 illustrazioni in bianco e nero e oltre 200 a colori, queste ultime destinate alle copertine di riviste di vario genere.

02 - 05-VIRGIL-FINLAY-THE-BIG-JUMP-253m64m

The big jump

La predilezione per il bianco e nero, esplicitata anche da una raffinatezza di tocco e gusto della composizione che non ha paragoni rispetto alla sua produzione a colori, colloca Finlay in quella particolare cerchia di creatori d’immagine che non hanno sentito il bisogno di colorare le proprie emozioni, come  a voler sottolineare l’assoluta predominanza degli estremi nell’equilibrio della vita: il bianco da una parte, il nero dall’altra. In mezzo soltanto sfumature di grigio.

Nelle opere di Finley il bianco e il nero si compenetrano, diventano sintesi, tracciando un solco che affascina e seduce, pur generando inquietudine e sgomento, come se ogni graffio del pennino sulla carta fosse un fendente da cercare di evitare.

49---skull-face-OK

Skull face

Generalmente il bianco predomina nelle tavole a sfondo fantascientifico, il nero in quelle più tipicamente horror. La luce dei grandi spazi contrapposta al buio della coscienza sporca o del pericolo in agguato.

Quando si osserva una sua tavola, l’aspetto cruento e macabro generalmente predominante passa quasi in secondo piano, sopraffatto dalla senzazione di armonia ed equilibrio dell’insieme. Le linee, spesso tese a creare geometrie disturbanti e dal sapore ipnotico, quasi ragnatele dell’anima, accompagnano lo sguardo verso lidi sorprendentemente accoglienti.

04 - 10919057_1044621318897307_74674355999506181335_nIn genere, per gestire questo contrasto tra l’ansia determinata dal mistero e lo stupore della magia che attrae irresistibilmente oltre ogni sensazione di pericolo, Finlay ricorre all’utilizzo di piccole sfere bianche, quasi bollicine di champagne, a volte solo espedienti per coprire le forme troppo nude di belle donne, a volte per interrompere la sensazione d’ansia generata dall’uso delle linee spezzate o concentriche.

Nelle sue opere si respira un silenzio quasi religioso, per citare Vasilij Kandinskij si potrebbe dire che, in Finlay: « Il bianco e nero significavano i due estremi del silenzio: silenzio della vita e silenzio della morte. In mezzo la ruota delle scale cromatiche ».

Stefano Bon @ 2015

 

Di seguito una gallery dedicata all’opera di Virgil Finlay

21 - 6080114983_cef617cdc4_o14 - 6078670411_b068995b88_o20 - 6080114845_be52ed6323_z36 - tumblr_lqcsdi8lew1qldt1qo1_128006 - 1743269-finlayb10 - 6078669627_72cebf7e03_o11 - 6078669683_0ff2c88dc2_o16 - 6078670623_9d97d66114_o18 - 6080111473_3f72f3f784_b19---6080113687_bb986654e9_o22 - 6080115365_6bd048f4da_o24 - 6080652250_2d49bc351a_o25 - 6086658775_c8bceedb59_o28 - e3a74ef44caddb2a5db6db040f0e5d4d230 - finlay_banner_131 - Finlay1952Baja437 - tumblr_mahedceMek1r47bczo1_50040 - virgil_finlay_lovecraft_0339 - tumblr_munwsizf7W1ruwpn8o5_50042 - Virgil-Finlay143 - Virgil-Finlay346 - wt-3-39-the-metal-chamber-finlay47 - XXX_248L_Virgil_Finlay_The_Supreme_Witch201 - 03_ishtar_finlay_bw07 - 40961303-Fantastic_Novels_1948-09_612 - 6078669753_a9896e25d8_z26 - 6087205110_cf957c56fd_o33 - kchp7uyljoy9b8nwvcphdrano1_500-103 - 0URO3_0330__VIRGIL_FINLAY34----1---ther-worlds-by-virgil-finlay

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

ilpensatoiodimatilda

L'unico tiranno che accetto in questo mondo è la voce silenziosa della mia coscienza

stanzaunozerouno

Sentinella, quanto resta della notte?

KippleBlog

Be Weird Be Kipple

Don't Panic!

Guide, curiosità e spunti per la sopravvivenza di asociali e geek

Lorerama

Scritti dal presente e su futuri incerti

il Vortex

blog personale di Giorgio Ginelli

MARCIO - Lo Zombie's Blog

rantolando mi trascino verso la carne viva

Sendreacristina

Opere. (tell : 3403738117 )

CINEMANOMETRO

recensioni film fantascienza, horror, mostri e amenita varie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: