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Sentinella, quanto resta della notte?

Equilibrium

-EquilibriumA Libria, non meglio precisata società futura, le guerre sono state bandite attraverso l’utilizzo del Prozium, farmaco inibitore delle emozioni, che tutti sono obbligati ad assumere giornalmente pena la morte. Il controllo della società è garantito da una organizzazione chiamata Grammatron attraverso i Cleric, speciali agenti di polizia, i quali hanno il compito di stanare e uccidere i cittadini ribelli. Confuso dopo la morte della moglie, giustiziata per essersi sottratta alla cura, l’agente John Preston inizia un pericoloso viaggio alla (ri)scoperta delle emozioni e dei sentimenti, trascinando con sé un’umanità in cerca di riscatto.

La visione di Equilibrium rimanda ad un universo distopico che, chi ama la sf, ha già chiaro nei tratti essenziali grazie a capolavori della letteratura quali Fahrenheit 451, 1984 e Il mondo nuovo. Il regista Wimmer, sceneggiatore dell’ottimo La regola del sospetto, alla sua prima regia confeziona un film per molti versi interessante, senza peraltro riuscire a convincere pienamente.

L’aspetto meno convincente del film risiede nella scarsa originalità dello spunto iniziale, quasi che la genesi della storia sia stata arbitrariamente sottratta alla spietata regola del Tempo, presa a due mani dalla metà del XX secolo ( chi ha detto nazismo? ) e catapultata nel futuro sotto forma di setta simil-clericale ( non solo nell’aspetto ma anche nel nome, gli agenti – detti cleric – somigliano a dei preti un po’ metallari ) solo per giustificare il tentativo di “travestire” una storia già conosciuta in modo da farla sembrare nuova.

equilibrium.png w=627&h=270L’idea di partenza è datata, superata dalla realtà di oggi, dominata dalle nuove tecnologie di comunicazione, dalla finanza, dall’economia globale: ciò avrebbe dovuto suggerire un approccio più coraggioso. Basti pensare, in parallelo, alla straordinaria capacità visionaria, eppure così realistica, dell’universo di Matrix o, in omaggio al genio artigianale di John Carpenter, alla sua beffarda capacità di tracciare il futuro dell’uomo asservito alla lobby aliena formata da yuppies reaganiani, come mostrato in quel capolavoro dimenticato che è Essi vivono.

tumblr_m7qcvjMGU41rwtlb3o1_500Equilibrium ha i suoi punti di forza, invece, nel costante crescendo di tensione che caratterizza la presa di coscienza del cleric Preston ( un Bale minimalista ) e che culmina nell’esplosione emotiva che lo libera definitivamente dalla schiavitù dell’indifferenza: pregevoli, al riguardo, la scena in cui Preston scopre le meraviglie della musica di Beethoven e quella in cui ritrova il desiderio sessuale grazie alla dissidente Mary ( una straordinaria Emily Watson ). Da non sottovalutare, infine, il ruolo del figlio di Preston, presenza inquietante e, a tratti diabolica, che consente a Wimmer di introdurre il tema dell’innocenza perduta, al quale peraltro il regista si sottrae nel finale con un abile ma fin troppo rassicurante stratagemma.

Stefano Bon

titolo italiano del film: Equilibrium

Titolo originale: Equilibrium

produzione (Nazione): USA

Anno: 2002

Regia: Kurt Wimmer

Interpreti: Christian Bale, Emily Watson, Sean Bean, Taye Diggs, Angus MacFayden

Soggetto: Kurt Wimmer

Sceneggiatura: Kurt Wimmer

Scenografia: Wolf Kroeger + Alexander Liebenthron

Fotografia: Dio Beebe

Musica: Klaus Badelt

Produzione: Jan De Bont, Lucas Foster

Montaggio : Tom Rolf

Art Director : Erik Olson + Justin Warburton-Brown

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