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Z Nation, l’ignoranza al potere

Z Nation - 0010Diciamocelo, a volte un po’ di sana ignoranza non guasta!

Quella particolare e fortunatamente saltuaria attitudine che ci spinge a oltrepassare la soglia dell’educazione e ci trasforma in cafoni di prima grandezza. E’ un bisogno a volte incontrollato, quasi una reazione automatica agli standard lobotomizzanti del vivere quotidiano.

La routine che si tramuta in ribellione al sistema, fosse anche solo nel nostro immaginario devastato dalla brutale realtà. Il rutto a tavola con gli amici, la scoreggia in macchina quando si viaggia in compagnia, le imprecazioni al volante allo sfigato che ci rallenta, l’apprezzamento pesante alla belloccia o al belloccio di turno… insomma, la truzzaggine che si manifesta come istinto di affermazione: rutto, quindi esisto!

Z-Nation---0033Lo so, sembra una premessa sconfortante, proveniente direttamente dagli squallori di certa filmografia becera di Vitali(ana) memoria, invece non prendetela alla lettera.

Non tutta l’ignoranza è uguale.

C’è l’ignoranza primordiale, quella che si concretizza nel concetto di umanamente sbagliato, che accomuna le creature prive di coscienza del sè…

C’è l’ignoranza detta della sopraffazione del pensiero cosciente, che impone scelte dettate unicamente da stimoli gastrici, intestinali o libidici…

C’è l’ignoranza del sapere prospettico, quella che tende a farci ritenere soggetti umani dotati di consapevolezza e libero arbitrio, a dispetto di ogni evidenza…

Z Nation - 0008 - CopiaC’è anche, tra le molte ignoranze che potrei elencare ancora, l’ignoranza necessaria, ovvero l’ignoranza che ci guida nel mantenere sotto controllo le ansie quotidiane impedendoci di aderire alla realtà delle cose e dei fatti, quell’istinto di conservazione che ci spinge ad ignorare o a difenderci dalle cose che ci disturbano o che potrebbero farlo…

L’ignoranza necessaria può essere sia agita che subita: nel primo caso siamo noi a ruttare, nel secondo siamo noi a ridere o a espriemre disgusto per il rutto. In entrambi i casi siamo parte di un equilibrio dinamico: quando rutto in pubblico affermo la mia avversione alle regole costituite, una specie di inno alla libertà, quando lo subisco agisco nel senso opposto, condannando l’atto ribelle e negando la necessità stessa di una ribellione al sistema, ricadendo quindi nell’ignoranza necessaria a garantire lo status quo.

Z Nation - 0047Insomma, non so se lo avete capito, ma la serie TV Z Nation sta all’ignoranza come un lungo e prolungato rutto esibito al ristorante: ci sta alla grande! sempre fatte salve le premesse sulla dose di ignoranza vitale che bisogna cercare di preservare nella nostra vita di ogni giorno.

E noi telespettatori stiamo al rutto di cui sopra come chi ride o si schifa, ma pur sempre partecipa della cosa…

Prodotta dal canale TV americano SyFy e dalla famigerata casa di pruduzione Asylum, cui siamo tutti debitori dello sconcertante mix di demenza e ridicolo involontario del film Sharknado, la serie Z Nation propone un agguerrito cocktail di trash horror nudo e crudo, per palati non particolarmente fini ma alla ricerca di un intrattenimento sempre adrenalinico e niente affatto cervellotico.

Zombie Towns Of GeorgiaDimentichiamoci le sottigliezze psicologiche e sociologiche di The Walking Dead, la sua lentezza introspettiva e il suo pathos emotivo: Z Nation è l’esibizione compiaciuta dell’ignoranza che prende il potere, la sana ignoranza che ci difende dalla retorica dello zombie movie erudito di classe e alla moda, perchè non tutte le sere siamo dello spirito giusto per trepidare per la sorte di Glenn o per sorbirci un’ora di puntata sulla vita, morte e miracoli di Morgan…

La scelta operata da Syfy e Asylum non è solo obbligata dal limitato budget a disposizione, è anche ideologica e quindi in linea con l’ignoranza che trasuda da ogni dialogo o personaggio o inquadratura.

Z Nation è la risposta incolta a The Walking Dead, non nel senso che è un prodotto stupido, semmai volutamente stupido, ma al contrario del capolavoro della AMC non sente il bisogno di sentirsi bello e intelligente, ostenta le proprie debolezze e magagne come una specie di marchio di fabbrica, una garanzia di qualità.

Z Nation - 0009I personaggi sono definiti psicologicamente con l’accetta, quindi non suonano particolarmente profondi o intriganti, a parte la cavia umana / paziente zero zombie-resistente Murphy, il post sessantottino Doc, medico dei pazzi e il deejay antartico Cittadino Z, una specie di Grande Fratello della Terra devastata, l’unico che può ancora dispensare pillole di saggezza e pensieri zen dall’alto della sua fortezza microfonata.

La storia è semplice, per non dire banalotta, ma supportata da un ritmo incessante e da una vena trash che rende i dialoghi se non proprio divertenti almeno simpatici. Il mondo civile è stato annientato da un’epidemia misteriosa che ha trasformato in zombies la quasi totalità della popolazione terrestre.

Z-Nation---0016Un gruppo mal assortito di sopravvissuti si trova suo malgrado a dover scortare attraverso le pericolose zombieland degli States il paziente zero, Murphy,  l’unico uomo sopravvissuto agli esperimenti di laboratiorio tesi ad individuare un vaccino contro l’epidemia. Il vaccino è andato perduto ma proteggendo Murphy e portandolo in salvo nei laboratori governativi in California ( che si spera ancora attivi ) il gruppo, guidato da un paio di militari, ritiene di poter ancora salvare il salvabile.

Girato con mezzi sopra la media delle produzioni Asylum, efficaci nel trucco degli zombies e nella scelta delle location post apocalittiche, sorretto da un ritmo che si fa un baffo di introspezione e filosofia seppure spiccia, caratterizzato da una vena di ironia grossolana ma non becera, Z Nation fa quello per cui è stato pensato e realizzato e mantiene le promesse di base. Di sicuro una serie TV che farebbe la felicità del rag. Fantozzi, in mutande  sul divano di casa con cesta di pop corn e birra e la prospettiva del rutto libero.

Stefano Bon @ 2015

 

 

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