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Sentinella, quanto resta della notte?

H. G. Wells junior, Tempus Fugit

tempus-fugit3L’articolo che segue fu pubblicato originariamente sul numero doppio 1/2 di Vernice Fresca nel 1990. Si tratta di un pezzo riconducibile al periodo intimista dell’autore, quando dubbi, incertezze e ripensamenti sembrarono poter mettere in discussione tutto l’apparato teorico-scientifico del Viaggio nel Tempo e H. G. Wells jr. dovette combattere una dura battaglia contro i fantasmi del suo stesso passato…

Il ritrovamento parziale e fortuito dei miei scritti futuri ha sempre destato, nei ricercatori del passato, una sorta di malessere viscerale.

Gli studiosi delle cose morte e sepolte – gli archeologi, tanto per intenderci – hanno sempre avuto, come palestra di studio, le rovine di città antichissime, i frammenti di civiltà e umanità ormai scomparse, sopravvissute per caso alle ingiurie del Tempo.

Questo li rende estremamente saggi e attendibili, in quanto in essi è possibile scorgere un lume di conoscenza che travalica i secoli.

tempus-fugitAscoltare uno di questi uomini del nostro tempo mentre ci descrive nei più piccoli particolari, ad esempio, la vita di un medico della Casa della Vita ai tempi del faraone Amenophis IV ( ovvero Akhenaton ), oppure i costumi e le tradizioni di un nobile ateniese ai tempi della nascita delle Polis, è un’esperienza piena di fascino e di suggestioni.

Verrebbe voglia di lasciarsi andare al racconto e di sognare di essere noi stessi quell’uomo senza nome vissuto migliaia di anni fa.

Il tempo passato, per sempre perduto?, esercita un’influenza tanto profonda sul nostro essere da rappresentare appieno il simbolo del desiderio.

Rripensando alle cose della vostra vita passata, quante volte vi siete sorpresi a pensare con nostalgia ad essa, nella convinzione di non poter più assaporare le emozioni di un tempo, e che per il futuro niente potrà eguagliare le gioie per sempre sfumate?

E’ tipico dell’uomo e del suo essere fragile ed effimero, quasi una bolla di sapone nel vento, questo modo rassegnato di rimpiangere sé stesso e la propria vita. Niente è bello e sicuro come il passato che non è più.

childwoodsAl contrario, il futuro appare oscuro e minaccioso, una creatura sconosciuta e diabolica, che quasi certamente ha in serbo per noi tristezze e dolori…

Se a tutto ciò aggiungete la considerazione che i miei scritti, per quanto catalogati come reperti archeologici, provengono dal futuro, non vi sarà più difficile dare un senso alla mia affermazione iniziale, quella cioè del malessere viscerale che attribuivo agli archeologi che si occupano di studiare analizzare il mio materiale.

Di colpo muta la visione che abbiamo di loro e del loro sapere: le nove cerchie di mura dell’antica Troia furono portate alla luce e datate in una precisa epoca storica ( vi risparmio, per il momento, alcune considerazioni sull’operato di Heinrich Schliemann, ma spero di ritornarci sopra, un giorno, perchè avrei da dirne un paio su di lui e sulla sua professionalità… ), le mie lettere e i miei articoli, invece, appartengono ad una dimensione che sfugge ai normali concetti di Tempo e Spazio, tanto che appare doveroso dubitare della loro veridicità.

Tempus_fugit_900L’ignoranza di fronte alle cose che appaiono inspiegabili o impossibili, pone da sempre l’uomo in conflitto con sé stesso, quasi che due entità distinte lottassero dentro di lui.

Un’entità razionale che spinge l’uomo a rifiutare ogni segno che non sia codificato o codificabile secondo parametri riconosciuti e accettati; e un’entità sfuggente, a tratti insinuante, che fa capolino di tanto in tanto, e che presiede forse attività più inconsce, proprio per questo più libera d’esprimersi e di accettare le cose che non si comprendono come un’espressione della conoscenza esse stesse.

Conosco fin troppo bene, per averle lette innumerevoli volte, le aspre relazioni di quanti hanno inteso porre fine alle speculazioni intorno alla mia supposta esistenza con la semplice negazione del principio di relatività spazio-temporale che sta alla base del funzionamento della mia Macchina del Tempo.

Essi hanno supposto che bastasse negare l’attendibilità di tale principio fisico-matematico – da me illustrato in un precedente articolo ( vedi nota 1 ) – per negare la mia esistenza e confinare la mia scoperta e i miei scritti in una dimensione di pura invenzione letteraria.

Dietro le loro parole di spiegazione – molto generiche e tanto incomplete d’apparirmi, invero, ridicole – scorgo un imbarazzo sostanziale, per così dire esistenziale, quasi che il riconoscimento della mia veridicità potesse mettere in dubbio tutta la loro supposta competenza.

tempus_fugit_by_uyugasCredo di non dire nulla di nuovo, a riguardo, affermando che la possibilità di realizzare viaggi nel Tempo ha da sempre cullato l’Umanità come il Sogno dei Sogni: di esso si sono impadroniti, a varie riprese e a diverso titolo, scrittori e scienziati, filosofi e giornalisti, semplici sognatori come la maggior parte di coloro che mi leggono.

Il risultato di tutti questi rimuginii è stato un colossale contributo alle scoperte dell’animo umano e del suo agire interiore.

Ma come ogni chimera che si rispetti, anche quella del Viaggio nel Tempo deve rimanere tale.

Una volta che fosse riconosciuta la possibilità di imbarcarsi in una avventura del genere, infatti, cesserebbe di esistere e di aggiornarsi quello spirito di scoperta e di conquista che ha sorretto l’uomo moderno dai tempi di Ulisse, l’esploratore delle possibilità umane per eccellenza.

3987027526_b559d8d7c6Cesserebbero il desiderio e il sogno, in quanto divenuti realtà e per questo non più funzionali a sorreggere l’animo umano.

Dalla serenità della mia condizione di Viaggiatore del Tempo, tuttavia, non posso che sorridere per questi tentativi di farmi passare per un goffo personaggio romanzesco.

Sono sufficientemente conscio dell’importanza del mio compito da riuscire ad accettare anche questo insulto ( non tanto rivolto a me come persona, quanto all’Uomo come potenzialità in essere ) e a non cedere alla tentazione di far giunger qualche notiziola ad effetto per dimostrare che posso raccontare gli eventi futuri in quanti li ho già vissuti ( almeno in parte! ).

Ma una cosa deve essere a tutti Voi ben chiara: coi miei scritti e i miei studi non intendo affatto introdurre variabili spazio-temporali potenzialmente destabilizzanti, in quanto la mia oggettività di ricercatore e storico me lo impedisce… ( … testo illeggibile … )

Sulle vicende passate ciò è assolutamente fuori discussione ( vedi nota 2 ).

tempus-fugit-stefania-chiaravalleSemmai, il mio intento, è quello di contribuire a rendere più consapevole l’umanità che il Futuro non è quella creatura fredda e rigida, già scritta da qualcosa o qualcuno, che molti sembrano credere.

Il Futuro è una dimensione dell’essere, un prolungamento del nostro vivere oggi il presente: siamo noi uomini a plasmarlo.

Ciò che sarà tra venti o cinquanta anni siamo noi, ora, a determinarlo, un poco tutti i giorni. Niente è scritto o dato, se non la certezza che ogni cosa viva è destinata a morire, prima o poi, “ potente o umile che tu sia, solo la polvere resterà a custodire il tuo Tempo “…

Con affetto, il vostro affezionatissimo H. G. Wells jr.

Post Scriptum: cara mamma, mi dispiace averti lasciato tanto tempo senza mie notizie. Il viaggio da Alessandro Magno è stato più duro e pericoloso del previsto. Le tue maglie di lana hanno fatto furore laggiù, tra quei rudi e intrepidi guerrieri. Me ne mandi un’altra dozzina? Grazie, il tuo amato figlio unico.

Nota (1): Sappiamo con certezza dell’esistenza di un voluminoso carteggio privato tra H. G. Wells jr. e un fantomatico umano che in molti, stravolgendo ogni forma di eleganza ed educazione, pensarono di individuare in me! Ma di esso non abbiamo che vaghi cenni qua e là e qualche succosa rivelazione, come questa che, addirittura, sembrerebbe dimostrare l’esistenza di un documento ufficiale scritto da H. G. Wells jr. a corollario ( o a completamento ) della teoria sulla relatività di Einstein. L’ipotesi è avvalorata da una serie di interessanti analogie con quanto affermato da un personaggio misterioso a nome John Titor, crononauta dei nostri tempi, anche lui apparso e scomparso dalle pieghe del Tempo, e che ci ha lasciato alcuni disegni incompleti di un presunto progetto di Macchina del Tempo.

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La Macchina del Tempo di John Titor

Nota (2): l’affermazione di Wells jr. suona quantomeno strana, se non addirittura inopportuna. In effetti, non sembrerebbe necessaria da parte sua una precisazione di tale genere. Fa parte della deontologia professionale di un viaggiatore del Tempo serio e rispettoso quale egli è, non accarezzare nemmeno con il pensiero più recondito l’idea di poter introdurre variabili nella storia passata. Sarebbe sciocco e criminoso al tempo stesso, in quanto la portata del cambiamento – in termini matematici puri – rappresenterebbe la variabile Suprema, l’Incognito Assoluto che, da solo, potrebbe determinare l’arresto stesso del Tempo e la fine del nostro Universo. Un po’ come se venisse tolta la terra da sotto i piedi a qualcuno che sta camminando bendato e si muove a tentoni nel buio: immaginatevi il tonfo!

La questione, tuttavia, rimane aperta e genera un sospetto: quello che Wells jr. abbia effettivamente introdotto delle variabili nel passato e che di esse abbia perso il controllo e l’esatta caratura ( in altre parole, che non sappia esattamente “misurare” l’entità del cambiamento prodotto, magari solo perché questo cambiamento non si è ancora manifestato compiutamente ), oppure… Oppure, potrebbe essere uno dei suoi tipici tentativi per depistarci: potrebbe, infatti, la sua sibillina affermazione significare che egli è riuscito a domare, in qualche modo, la variabile spazio-temporale ( almeno quella a breve o media portata ) e che potrebbe utilizzarla in futuro per azioni di controllo o correzione a breve raggio ( cioè di portata ridotta a qualche giorno o mese ) di avvenimenti più o meno significativi.

Oppure, ancora, che l’effetto del cambiamento non ha esiti sul nostro Universo “finito”, ma si compiace di legittimare il nuovo corso del Tempo in un Universo parallelo ( uno dei tanti? ) noto solo a lui.

abstract-eyes_00248061-788x350So che questa serie di ipotesi può stordire e disorientare la vostra coscienza, io stesso sento il bisogno di interrompere l’esternazione dei miei dubbi in proposito per non addivenire al solito compromesso con tranquillanti e ansiolitici. Ma il dubbio sul vero significato dell’affermazione di Wells jr. rimane, e nessuno è attualmente in grado ( a distanza di oltre 20 anni dalla sua originaria esplicitazione) di proporne un’interpretazione accettabile e condivisibile.

Il fatto, poi, che il testo originale risulti in parte illeggibile ( notate i punti di sospensione prima del richiamo vedi nota 2 ), lascia aperti dubbi e perplessità sulla stessa opportunità di farci partecipi del suo turbamento o, come asseriscono i fautori della teoria della “cospirazione”, sono la testimonianza del suo ulteriore tentativo di confonderci e vanamente farci arrovellare…

note a cura di Stefano Bon

 

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