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Contagious [Maggie], zombie si diventa

Contagious-03I processi di trasformazione sono eventi strettamente connessi all’evoluzione e alla vita, passaggi di stato da una condizione ad un’altra, a volte temuti, a volte attesi, a volte semplicemente subiti.

Cinema e letteratura ce ne hanno raccontate molte, di trasformazioni. In questo blog, per brevità e per mission, ne citerò solo alcune tra le più gettonate: da Jeckyll / Hyde al protagonista di Un lupo mannaro americano a Londra, dal Bruce Bannister alias Hulk fino a Mystica degli X-men, le metamorfosi sono state espressione di un febbrile e imperscrutabile equilibrio tra vecchio e nuovo, tra sano e malato, tra tentazione e colpa, tra lo strazio del corpo e le suggestioni carnali più inquietanti.

La cronaca della lenta e dolorosa trasformazione di un essere umano in zombie è però materia abbastanza nuova, così permeata di interiorità e sofferenza piuttosto che di azione e gore da sfuggire alle più elementari regole del business. Ci sono andati vicino film come Warm bodies, L’alba dei morti dementi, Benvenuti  a Zombieland, ma in nessuno di essi veniva esplorato tanto a fondo e con approcci da indagine psicologica il tema del trauma da zombificazione. Un po’ come raccontare l’erba vista dalla prospettiva delle radici. In campo letterario, a memoria, ricordo solo per una sorta di affinità alla rovescia – qui erano i morti ad essere riportati in vita, come zombie educati e intelligenti – il notevole romanzo Occhi verdi di Lucius Shepard.

Contagious-01

La locandina originale del film

Ma chiariamo subito un punto: Contagious ( titolo originale: Maggie ) è un falso film sugli zombie, nel senso che rinuncia consapevolmente a tutti i clichè più diffusi e affermati sull’argomento e, allontanando quasi con fastidio l’idea di una nuova messa in scena di spaccamenti di testa e sbudellamenti vari, racconta con lenta e dolorosa ineluttabilità l’implacabile trasformazione della giovane e bella Maggie in un famelico zombie. Una sorta di dramma familiare, dunque, la cui messinscena è strumentale all’ipotesi del contagio zombie.

Nessuna azione, poca e controllata violenza, solo un lungo, malinconico e a tratti poetico compendio di emozioni e silenzi, sguardi e ricordi, fraseggi di un rapporto padre / figlia che il poco tempo a disposizione sta divorando senza pietà.

Eravamo abituati da sempre, dagli esordi  di George A. Romero per finire nell’universo zombie di The Walking Dead, a prevedere tempi ridottissimi nel rito di passaggio da uomo a zombie, dopo un morso o una ferita mortale: in Contagious, invece, è proprio la  metamorfosi  a farsi racconto, ad erompere dal di dentro delle vittime e a dispiegarsi in un ultimo volo di effimera speranza, per poi tramontare e morire sotto le macerie dei ricordi.

La trama è molto semplice, persino banale: un padre, interpretato da un sorprendente Arnold Schwarzenegger, cerca di proteggere la figlia Maggie, infettata dal virus zombie che sta decimando l’umanità, dalle autorità che la vorrebbero invece rinchiudere in un centro di quarantena, sorta di lager per umani all’ultimo stadio.

Contagious-11Giocato tutto o quasi sulla relazione padre / figlia, spesso sussurrato e volutamente lasciato andare alla deriva lungo silenzi rotti soltanto dagli sguardi dei protagonisti e dalle luci del tramonto che stemperano un’oscurità imminente, il film mette a dura prova le aspettative di chi, attratto dal nome di Schwarzenegger, si immaginava di vedere all’opera una nuova serie di T.800 progettata apposta per disintegrare gli zombies.

Ma il film, seppure con una sua elegante e faticosa lentezza, riesce a superare il test del divano.

Sarà, forse, lo stupore di scoprire uno Schwarzenegger impotente e impaurito di fronte al nemico, questa volta celato subdolamente nel corpo della figlia. Nessuna prova di forza, nessuna ironica battuta sulle sue labbra e nello sguardo solcato di rughe, solo la consapevolezza di essere inadeguato e, per una volta, sconfitto.

I muscoli d’acciaio inossidabile hanno lasciato il posto a una terribile maschera di dolore e le cicatrici sono improvvisamente comparse su tutto il suo corpo. Lo sgomento nello scoprirsi incapace di proteggere la figlia dal nemico invisibile è pari solo al disorientamento dello spettatore di fronte alla resa del suo eroe stanco. Le fragilità umane di Schwarzenegger sorprendono e inquietano forse più del possibile e reale contagio.

Contagious-10La strana illusione di invincibilità che da sempre ha accompagnato i personaggi interpretati dall’attore austriaco nella sua folgorante carriera, da Conan a Terminator, da Predator e Total Recall ( quello vero! ), lascia il posto ad una malinconica, dolce stanchezza, come se per la prima volta a recitare fosse proprio lui, e non uno dei suoi eroi di celluloide.

La sua figura, per quanto sempre imponente, appare in Contagious incurvata come quella di un albero sotto la neve, come se il peso delle tante battaglie combattute e vinte lo avesse infine trovato vecchio e sfinito, pronto ad un sofferto riposo.

Emblematica la scena in cui il padre, imbracciando l’amico fucile divenuto inadeguato alla bisogna, riesce a trovare solo nell’abbraccio alla figlia il modo di esprimerle la sua forza e la sua protezione. Come a dirle: non avere paura, ci sono io vicino a te, non ti lascerò mai sola. Scoprendo così la dimensione più profonda dell’amore.

Schwarzenegger non è mai stato famoso per le sue qualità di recitazione, eppure la sua prova in Contagious è degna di nota, quasi una prova di maturità e saggezza, così lontana dagli stereotipi dei personaggi che lo hanno reso leggendario.

Contagious 14Accanto a lui la giovanissima ma già affermata Abigail Breslin ( Signs, Benvenuti a Zombieland ) presta il volto e i tormenti dell’anima alla povera Maggie, dimostrando con limpida chiarezza quali sono i caratteri distintivi di una recitazione perfettamente in equilibrio col personaggio interpretato.

Contagious 02Il regista Henry Hobson, qui al debutto, affronta con stile e personalità una prova difficile, al cospetto di una trama che non è una trama, ma semplicemente un racconto dell’anima.

Lo scarso risultato al botteghino non è da leggere come una bocciatura: il film ha una sua potente carica di suggestioni e valori etici / morali. Semplicemente la gente pensa e cerca altro, quando ci sono di mezzo gli zombie. Come dargli torto?

Contagious è un film che bisogna essere consapevoli di dover vedere non solo con gli occhi ma anche con la mente e col cuore. Un film a tratti struggente e poetico con una sequenza finale che personalmente considero un piccolo grande gioiello di cinema.

Assolutamente da vedere!

Stefano Bon @ 2016

 

 

 

 

 

Un commento su “Contagious [Maggie], zombie si diventa

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