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A quiet place – Un posto tranquillo, assediati dal silenzio

Il prossimo anno gli alieni invaderanno la Terra. Alieni terrificanti, animati da una volontà distruttiva, che uccidono ogni essere vivente che produce suoni o rumori. L’unica possibilità di sopravvivere per il genere umano è rifugiarsi in un luogo tranquillo e cercare di non fare assolutamente rumore…

Over three months in 2020, most of Earth’s human and animal populations have been wiped out by sightless extraterrestrial creatures. The creatures, which attack anything that makes noise, have hypersensitive hearing and indestructible, armored skin. The only possibility for mankind to survive is to take refuge in a quiet place and try to make absolutely no noise …

C’era una volta il film muto. In A quiet place, straordinaria pellicola che mischia sapientemente i generi fantascienza, horror e thriller, il ritorno alle origini del cinema passa attraverso l’utilizzo del silenzio, la colonna sonora di un mondo divenuto improvvisamente impossibilitato a comunicare, pena la morte.

Il silenzio sa essere terribilmente assordante, una presenza quasi fisica, sicuramente oscura, veicolata dai suoni della natura che si piega come sempre al volere dei giorni e delle notti, col suo sguardo indifferente sullo sterminio del genere umano, colpevole – sembrerebbe di leggere tra le righe – di aver rotto una sorta di equilibrio delle parti, con la sua presenza sempre più ingombrante e irrispettosa del mondo.

Gli alieni piovuti sulla Terra, quasi Angeli vendicatori, si nutrono del rumore di persone e cose, ciechi alla vista ma infallibili nell’udito, e non c’è scampo per chi non riesce a ritrovare l’equilibrio del silenzio all’interno del nuovo assetto comunicativo: sguardi e linguaggio dei segni diventano le uniche possibili vie percorribili, i sussurri sono il frutto proibito da assaporare con la consapevolezza che anche un sussurro a filo di voce potrebbe essere fatale.

Non è un caso che tra i protagonisti vi sia una ragazzina sordomuta, anche nella vita reale, che trasferisce il suo sapere nella pellicola come una sorta di mantra collettivo, regalando una visione ancora più profonda e veritiera del vivere avvolti dal silenzio, il luogo buio e ostile che si trasforma in dimora quotidiana.

Al cinema il silenzio sa turbare e inquietare molto più dei suoni, e questo è sicuramente alla base del successo di questo film: ogni suono che scalfisce la coperta di silenzio che protegge i protagonisti prende forma, diventa un essere mostruoso e crea quella tensione che scorre fluida e palpabile lungo tutta la pellicola.

La famiglia Abbott è prigioniera del silenzio, assediata dai mostri mangiatori di rumore, e sopravvive grazie alla capacità di preservare gli affetti e di comunicare come accadeva nei film muti, attraverso tutto ciò che possiamo interpretare come linguaggio ma che non è parola… bensì sguardo, emozione.

Una trovata geniale e in qualche maniera rivoluzionaria, che restituisce lo spettacolo a chi lo fruisce davvero nelle sale cinematografiche, dove il silenzio dei suoni lascia il posto al fragore delle emozioni.

Così si impara ad avere paura del suono improvviso di un giocattolo a pile inavvertitamente acceso o del primo vagito di un neonato inconsapevole della necessità di non piangere, e si scopre una dimensione del terrore che il vivere quotidiano ha stravolto e confinato nella paura del diverso da noi.

Scritto, diretto e interpretato da John Krasinki, attore noto per il suo ruolo di agente della CIA nella serie Tom Clancy’s Jack Ryan, per l’occasione affiancato sul set dalla moglie, una convincente Emily Blunt, A quiet place è a mio avviso il miglior film di tensione degli ultimi anni, per questo aspettiamo con interesse l’uscita del sequel prevista per il 20 marzo 2020.

Di seguito alcuni link interessanti per approfondire l’argomento:

1) intervista a John Krasinski

2) intervento di John Krasinki al “The tonigth show”

3) intervista e articolo su John Krasinski

4) intervista a Emily Blunt riguardo al film “A quiet place”

5) intervista a John Krasinski

Stefano Bon @ 2019

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