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Star Trek: Picard, avviso agli internauti

Star Trek: Picard è una serie televisiva statunitense creata per la CBS da Kirsten Beyer, Akiva Goldsman, Michael Chabon e Alex Kurtzman. E’ incentrata sul personaggio dell’anziano capitano (ora ammiraglio in pensione) Jean-Luc Picard. Narra di fatti avvenuti alla fine del 24esimo secolo, 18 anni dopo gli eventi di Star Trek: Nemesis (2002). La narrazione rivisita la morte del Comandante Data avvenuta durante quel film, con la distruzione del pianeta romuliano raccontata nel film del 2009.

Star Trek: Picard is an American web television series created for CBS All Access by Kirsten Beyer, Akiva Goldsman, Michael Chabon and Alex Kurtzman. It centers on the character of the ancient captain Jean-Luc Picard. Set at the end of the 24th century, 18 years after the events of Star Trek: Nemesis (2002), the storyline revisits the death of Commander Data, which occurred in the climax of that film, as well as the destruction of the planet Romulus, which occurred in the 2009 film.

È uno degli eventi televisivo cult di questo inizio di 2020 soprattutto per i fans di Star Trek. Per questo, con quello che vuole essere un classico messaggio nella bottiglia, una comunicazione di servizio, voglio ricordare a tutti l’appuntamento televisivo con Star Trek Picard: la serie è in streaming su Amazon Prime Video ogni venerdì con un nuovo episodio.

Per ora ne è stato trasmesso uno che ha avuto apprezzamenti ma anche qualche critica, come è possibile leggere nelle pagine web dedicate a questo evento.

Sir Patrick Stewart, che per sette anni ha interpretato il capitano Picard nella serie Star Trek – The new generation, ripropone ora lo stesso personaggio ormai pensionato che sverna in un grande vigneto francese di sua proprietà.

Come scrive Alessandro Buttitta, (MYmovies.it): «I dieci episodi in programma sono ambientati esattamente venti anni dopo gli eventi narrati in Star Trek – La nemesi, film del 2002 che ha segnato tra l’altro l’ultima apparizione dei personaggi conosciuti nelle sette stagioni di Star Trek: The Next Generation (1987-1994)».

Pensione forzata quella di Picard conseguente all’addio alla Flotta Stellare in circostanze che ancora lo ossessionano e in cui (come si apprende durante un’intervista che l’ammiraglio concede dopo tanto tempo ad un’irriverente giornalista) ha un  notevole rilevanza la sua scelta di salvare i romulani dalla catastrofe che ha portato, come conseguenza, alla morte di molti umani (nonché a quella del fido Data, un androide dalle mille capacità che ha percorso una lunga strada verso l’umanizzazione) e alla semi distruzione di Marte.

Per chi non lo ricordasse in quell’occasione il capitano Picard aveva dovuto fronteggiare le conseguenze di un colpo di stato con protagonista Shinzon, il quale aveva preso il controllo del senato romulano.

Con sua somma sorpresa il comandante dell’Enterprise si era ritrovato contro un suo clone in uno scontro dagli esiti controversi. Infatti, se da una parte la Terra era stata salvata, dall’altra nel combattimento aveva perso la vita il tenente comandante Data legato a lui, strano a dirsi essendo un essere artificiale, da una stima e un affetto profondo.

Picard invecchiato e autoreclusosi tra i vigneti in compagnia del fido cane, un pitbull dal poco originale nome di Number one (come il suo secondo sull’astronave), in parte per espiare le colpe in parte perché deluso dall’atteggiamento della Federazione viene come “risvegliato” quando una nuova minaccia prende forma davanti ai suoi occhi in seguito a un incontro inaspettato con quella che appare essere la “figlia” di Data, minacciata da nemici sconosciuti.

Nella prima puntata non avviene ma già è noto che per combattere il nemico prenderà un’astronave e metterà insieme un equipaggio di rinnegati come lui.

I fan della saga di Star Trek non ritroveranno, comunque, solo il vecchio Picard ma ci saranno, a vario titolo e anche loro piuttosto invecchiati, anche il comandante William Riker (interpretato da Jonathan Frakes), Data (interpretato da Brent Spiner), e Deanna Troi (Marina Sirtis).

A questi personaggi, tutti presenti in Star Trek New Generation e quindi “classici”, va aggiunta un acquisto, una contaminazione tratta da un’altra serie: Sette di Nove, personaggio della serie televisiva di fantascienza Star Trek – Voyager, interpretato dall’affascinante attrice Jeri Ryan.

Jeri Ryan, da Star Trek Voyager a Star Trek Picard

Con quell’astronave di fortuna Jean-Luc Picard intraprende un viaggio spaziale che lo porta a riesaminare profondamente il proprio passato (riproponendo il doppio aspetto del viaggio interno / esterno che ho già affrontato in un altro articolo di questo blog).

Personalmente ho trovato le immagini e la fotografia del primo episodio piuttosto accurate. Forse per essere ambientato nel 2399 il futuro assomiglia un po’ troppo al presente, compreso le bevande, visto che vino e tè (deteinato) la fanno da padroni.

Picard, ma questo era ancora più grave quando era comandante dell’Enterprise, è un po’ troppo pacato, sembra subire gli avvenimenti anche se emana un senso di correttezza e coerenza che di questi tempi è merce rara.

In un’intervista Patrick Stewart, che è anche co- produttore della serie, ha affermato che l’idea di tornare a vestire i panni del capitano Picard gli è venuta anche come forma di protesta contro la Brexit e contro le idee politiche di certi potenti della terra.

Nella prima puntata, in vero un po’ confusa nella trama disseminata di indizi che probabilmente troveranno un loro compimento nel proseguo della narrazione, questo non emerge con nitidezza anche se è possibile individuare nella “perfida” Federazione chiusa in sé i governanti britannici o quelli statunitensi contro i quali Picard vuol combattere per un Universo migliore.

Non credo però ci si debba accostare a questa serie tv aspettandosi importanti messaggi politici o sociali, ma come un passatempo che deve avvincere per la sua narrazione e la curiosità che sa suscitare.

Per ora non sta andando male…anche se è un po’ per iniziati con eccessivi rimandi a storie ed avventure passate, che tuttavia sono necessarie per comprendere appieno gli avvenimenti proposti e quindi la trama di questa serie tv.

Un’occhiata, a mio giudizio, vale comunque la pena darla, per poi lasciarsi guidare dal proprio gusto.

Ignorare totalmente la serie, per chi ha Amazon Prime Video, sarebbe di sicuro un peccato…

Soprattutto sapendo che questa serie è già stata rinnovata per una seconda stagione ben prima del suo debutto su CBS negli Stati Uniti e su Amazon Prime Video nel resto del mondo.

Nell’idea degli sceneggiatori, Star Trek: Picard non sembra comunque voler sfruttare l’effetto nostalgia.

L’intenzione pare essere quella di far compiere un deciso salto in avanti al suo capitano mostrandone i nodi irrisolti ed evidenziando lati caratteriali che non erano stati ancora messi in risalto, completando e dando quini ulteriore spessore al personaggio rappresentato nella serie precedente.

Maurizio Canauz @ 2020

 

 

 

Maurizio Canauz

Gennaio 2020

 

 

 

 

 

Un commento su “Star Trek: Picard, avviso agli internauti

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